Ascoltare prima di rispondere — La cultura dell'accompagnamento cristiano
Ascoltare prima di rispondere: sembra una regola di buona educazione, ed è invece una delle arti spirituali più difficili. La fretta di rispondere è quasi sempre fretta di avere ragione. L'ascolto vero, invece, è un atto di carità: fare spazio in sé all'altro, prima di offrirgli qualsiasi parola.
I sette giorni di silenzio
Quando gli amici di Giobbe vennero a consolarlo, fecero all'inizio la cosa giusta: «Sedettero accanto a lui in terra, per sette giorni e sette notti, e nessuno gli rivolse una parola, perché vedevano che molto grande era il suo dolore» (Giobbe 2,13). Il loro errore cominciò dopo, quando aprirono bocca per spiegare, giudicare, sistemare. La Scrittura custodisce questa lezione severa: davanti al dolore altrui, la prima risposta giusta è la presenza silenziosa. Le spiegazioni premature sono quasi sempre una fuga di chi ascolta, non un aiuto a chi soffre.
Paraklesis: l'accompagnamento cristiano
Il Nuovo Testamento chiama paraklesis (παράκλησις) la consolazione: letteralmente, l'essere «chiamati accanto». Lo Spirito Santo stesso è il Paraclito, Colui che sta accanto. E il Risorto sulla via di Emmaus mostra il metodo: prima domanda — «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?» (Luca 24,17) — poi ascolta tutta la loro delusione, e solo alla fine parla. Il Figlio di Dio, che conosceva già ogni risposta, scelse di ascoltare per primo. L'accompagnamento cristiano non è dare istruzioni dall'alto: è camminare al passo dell'altro finché il suo cuore, riscaldato, riconosce da solo la verità.
«Ognuno sia pronto ad ascoltare, lento a parlare, lento all'ira» (Giacomo 1,19).
Una comunità che impara questa lentezza diventa un luogo raro nel mondo: un posto dove si può parlare senza essere interrotti, dubitare senza essere condannati, piangere senza dover subito «guardare il lato positivo». Da lì, e spesso solo da lì, la Parola può finalmente essere accolta: perché è stata preceduta dall'ascolto.
IAS — a chi è dato comprendere, sarà dato di comprendere a suo tempo.
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