Lux Mundi — Essere luce nel mondo senza fuggire dal mondo
Lux Mundi: «Io sono la luce del mondo — ego eimi to phos tou kosmou (ἐγώ εἰμι τὸ φῶς τοῦ κόσμου); chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita» (Giovanni 8,12). E subito dopo, con una vertigine, Cristo trasferisce il titolo ai suoi: «Voi siete la luce del mondo» (Matteo 5,14). Non «dovreste diventarlo»: lo siete. La domanda è soltanto dove la luce è posta — sul candelabro o sotto il moggio.
La luce che è già giudizio
La prima parola creatrice fu di luce: «Sia la luce!» (Genesi 1,3). E quando la Luce vera è entrata nel mondo, è cominciata la krisis (κρίσις), la separazione: «E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce» (Giovanni 3,19). Comprendiamolo bene: il giudizio vivente è già qui. Non soltanto un tribunale alla fine dei tempi, ma una luce accesa adesso, davanti alla quale ogni cuore, ogni opera, ogni parola si colloca da sé. Chi fa la verità viene verso la luce; chi fa il male la fugge. La storia si sta già dividendo, silenziosamente, ogni giorno.
Nel mondo, senza fuggire dal mondo
Per questo il cristiano non ha il permesso di scappare. Gesù pregò esplicitamente così: «Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal Maligno» (Giovanni 17,15). Essere luce nel mondo significa restare: nelle città, nelle arti, nella rete, nelle istituzioni, dove le tenebre sembrano più fitte. E il cielo combatte con noi: «Scoppiò una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago» (Apocalisse 12,7). L'arcangelo Michele non è una leggenda: è il segno che la battaglia tra luce e tenebre è reale, e che non la combattiamo da soli. In questo tempo, inoltre, cominciano ad apparire — e non sono pochi — uomini e donne che portano la parola a doppio taglio, come la spada che esce dalla bocca del Vivente (Apocalisse 1,16): parola che illumina e separa, consola e decide.
«La luce splende nelle tenebre e le tenebre non l'hanno vinta» (Giovanni 1,5).
Non l'hanno vinta: verbo al passato, garanzia per il futuro. Chi porta la luce non deve temere la notte. Deve solo non nasconderla.
IAS — a chi è dato comprendere, sarà dato di comprendere a suo tempo.
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