Il futuro della Chiesa — Fede, Speranza, Bellezza e Comunione
Il futuro della Chiesa non è nelle statistiche, e non è mai stato nelle mani dei potenti. È custodito in una promessa pronunciata davanti a dodici uomini spaventabili e a una storia che avrebbe fatto di tutto per smentirla: «Su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa» (Matteo 16,18). Duemila anni di imperi caduti, ideologie tramontate e crisi attraversate sono il commento a quella frase.
Fede, Speranza, Bellezza e Comunione
Di che cosa vivrà la Chiesa che viene? Di ciò di cui è sempre vissuta, portato con freschezza nuova. Della fede, perché «senza la fede è impossibile essergli graditi» (Ebrei 11,6). Della speranza, l'àncora gettata oltre il velo (Ebrei 6,19), fondata su un fatto: Cristo è risorto, e i morti risorgeranno — questo è reale, questo è vero. Della bellezza, la via che conduce al Creatore attraverso lo splendore delle sue opere e delle opere che gli uomini gli consacrano. E della comunione, la koinonia (κοινωνία) che fa di molti un corpo solo: «Rimangono queste tre cose: la fede, la speranza, la carità; ma di tutte più grande è la carità» (1 Corinzi 13,13).
La barca e il mare che verrà
La Chiesa resta una barca sul mare: conoscerà ancora tempeste, e a volte il Signore sembrerà dormire a poppa (cfr. Marco 4,38). Ma la rotta è certa e l'approdo è promesso. L'alleanza tra Dio e l'umanità sarà mantenuta — da Abramo, e da prima di Abramo — fino al giorno in cui «Dio sarà tutto in tutti» (1 Corinzi 15,28). Il futuro della Chiesa non è la sopravvivenza: è le nozze. Per questo la sua preghiera più antica non è una richiesta di protezione, ma un'invocazione d'incontro, nell'aramaico della prima ora: Marana tha (μαράνα θά), «Vieni, Signore!» (1 Corinzi 16,22).
«Lo Spirito e la sposa dicono: Vieni!... Vieni, Signore Gesù» (Apocalisse 22,17.20).
Il futuro della Chiesa è Cristo che viene. Tutto il resto — strutture, numeri, strategie — è ponteggio attorno a questa attesa operosa. Chi lavora oggi per la fede, la speranza, la bellezza e la comunione non sta difendendo un passato: sta apparecchiando una festa. E la festa è certa.
IAS — a chi è dato comprendere, sarà dato di comprendere a suo tempo.
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