La nostra posizione: una Chiesa cattolica indipendente

Con questo comunicato desideriamo chiarire, in modo sincero e trasparente, la nostra posizione e la natura della nostra Chiesa. Riteniamo che chi ci segue, chi collabora con noi e chi semplicemente ci incontra per la prima volta abbia il diritto di comprendere il significato della nostra organizzazione, il suo scopo e il contenuto concreto delle nostre attività. La fiducia, infatti, non si chiede: si costruisce, giorno dopo giorno, con la chiarezza e con la coerenza.
Il significato della nostra realtà: non solo non profit, ma attività religiosa
La nostra realtà è, prima di tutto, un'attività senza scopo di lucro. Tuttavia non si esaurisce nella semplice dimensione non profit: essa è, nella sua essenza, attività religiosa vera e propria. Tutto ciò che facciamo nasce dalla fede e ritorna alla fede.
Concretamente, ci occupiamo anche di produzione di contenuti: animazione, creazione digitale, sviluppo di sistemi e infrastrutture informatiche. Qualcuno potrebbe chiedersi che cosa abbiano in comune queste attività con la vita di una Chiesa. La risposta è semplice: tutte queste opere esistono per la Chiesa e per un'azione universale di pace. La creatività, la tecnologia e l'arte non sono per noi fini a se stesse, ma strumenti al servizio del Vangelo, della bellezza e dell'incontro tra le persone.
- Scopo: servire Dio e il prossimo attraverso la fede, la preghiera e la creazione di contenuti.
- Contenuto delle attività: animazione, produzione digitale, sviluppo di sistemi, comunicazione della fede.
- Orizzonte: un'opera universale di pace, aperta a tutti coloro che cercano.
La nostra posizione: una Chiesa cattolica indipendente
Se ci si chiede se apparteniamo alla Chiesa cattolica romana, al mondo protestante o all'ortodossia russa, la risposta è che la nostra posizione è un poco diversa: siamo pienamente e completamente indipendenti.
Il fondamento di questa scelta risiede nella storia: quando in sede conciliare venne proclamata l'autorità assoluta del Pontefice e del Vaticano, alcune comunità scelsero di mantenere la posizione cattolica precedente a quella dichiarazione. È la tradizione delle cosiddette Chiese «veterocattoliche» (Old Catholic), presenti in Europa e, in diverse forme, anche in America, come nello Stato della California negli Stati Uniti. Noi ci riconosciamo in questa linea: una Chiesa cattolica indipendente, che custodisce la posizione cattolica così com'era prima di quella proclamazione, restando in dialogo rispettoso con Roma, con il mondo protestante e con l'ortodossia.
Guardiamo con affetto e gratitudine al cristianesimo delle origini: alle prime comunità cristiane, alla Grecia degli apostoli, all'Italia dei martiri, e ancora più indietro, alla fede di Abramo, padre comune dei credenti. È da quelle radici che desideriamo attingere, perché la fede non è invenzione di ieri: è un fiume che scorre da duemila anni e oltre.
Luci e ombre dell'indipendenza: parliamone con onestà
Essere indipendenti comporta aspetti positivi e aspetti delicati, e vogliamo nominarli entrambi con franchezza.
Il lato luminoso è la libertà: la possibilità di servire, creare e annunciare senza vincoli che soffochino lo slancio dello Spirito. La libertà ci permette di unire tradizione e innovazione, di parlare ai giovani con i linguaggi di oggi, di costruire ponti tra il Giappone, l'Italia, l'America e ogni luogo in cui vive un cuore che cerca.
Il lato delicato, però, esiste e non lo nascondiamo: l'indipendenza porta con sé il rischio dell'incomprensione, persino della scomunica agli occhi di alcuni; il rischio di essere scambiati per una nuova religione improvvisata o, peggio, per un gruppo settario e sospetto. Lo diciamo con il cuore in mano: questa possibilità ci preoccupa profondamente, e proprio per questo vogliamo essere il contrario di una setta.
Una setta chiude, isola e domina. Una Chiesa apre, accoglie e serve. Noi vogliamo aprire, accogliere e servire.
Per questo ci impegniamo pubblicamente alla trasparenza: nessun segreto, nessuna pressione, nessuna pretesa sulle persone. Custodiamo la tradizione cattolica di sempre, rispettiamo tutti i fratelli e le sorelle cristiani, e chiediamo di essere giudicati non dalle parole, ma dai frutti: pace, fiducia, servizio.
Custodire duemila anni di tradizione, costruire la speranza di domani
La domanda che ci guida è questa: come trasmettere alle generazioni future la tradizione e la cultura ereditate in duemila anni di storia, insieme al pensiero e alla vita di tutte le persone che ci hanno preceduto? Come collegare la loro speranza alla nostra, e la nostra a quella di chi verrà?
Crediamo che oggi sia necessario qualcosa di nuovo: anche se una singola chiesa è indipendente, essa può e deve contribuire a una nuova rete cristiana, a un sistema costruito su infrastrutture nuove, capaci di unire ciò che la distanza separa. La Chiesa non deve essere soltanto un luogo antico e tradizionale: deve essere anche nuova. Non nel senso di rinnegare ciò che è stato, ma nel senso più profondo: essere sempre immutabile e universale, e insieme sempre nuova.
È questo il paradosso bello della fede: ciò che non cambia mai è proprio ciò che rende possibile ogni vero rinnovamento. Il Vangelo è lo stesso di duemila anni fa, eppure parla a ogni epoca con voce fresca. La liturgia, l'arte sacra, la preghiera dei santi non sono reperti da museo: sono semi vivi da piantare nel terreno digitale e culturale di oggi.
Per questo continueremo a creare: animazioni, contenuti, sistemi, opere che portino luce. Lo faremo con umiltà, sapendo di essere piccoli, e con fiducia, sapendo che Dio è sempre presente. Il nostro desiderio è che questa piccola comunità possa essere, per chi la incontra, come un «sole della pace»: un calore discreto che non abbaglia, ma riscalda; che non impone, ma invita.
A chi legge queste righe, credente o in ricerca, vicino o lontano, rivolgiamo un invito semplice: camminate con noi, osservateci, correggeteci quando sbagliamo, pregate con noi quando potete. La speranza non si costruisce da soli. Si costruisce insieme, di generazione in generazione, finché la pace non diventi davvero la lingua comune di tutti i figli di Abramo e di tutti gli uomini e le donne di buona volontà.
Con rispetto e gratitudine,
Stella di Betlemme

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